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Tuesday, April 13, 2010

L'INGHILTERRA SI PREPARA ALLA SVOLTA

'Meno Stato, piu' potere alle persone'. Il leader dei Conservatori David Cameron ha presentato alla Gran Bretagna il manifesto elettorale. Cameron, fedele all'idea di 'societa' forte' contrapposta a quella di 'governo attivo' dei laburisti, ha proposto ai britannici un cambio di mentalita'. Punti cruciali del programma sono: referendum popolare su ogni singolo passaggio di poteri da Londra a Bruxelles, l'impegno a non entrare mai nell'euro, il congelamento delle imposte locali per 2 anni.


David Cameron è stato eletto Leader dando voce al bisogno di un ricambio generazionale tra i Conservatori più per il suo stile personale ottimista e informale piuttosto che per la sua provenienza sociale. In seguito a tre sconfitte elettorali consecutive (1997, 2001, 2005) subite ad opera del Partito Laburista di Tony Blair, il Partito Conservatore si è trovato sotto crescenti richieste di rinnovamento interno.«Il mondo sta cambiando... e noi con esso», ha scritto Davide Cameron sul quotidiano Daily Telegraph. Mentre in un' intervista al Sunday Times ha definito Gordon Brown, il suo probabile avversario alle prossime elezioni, «una creatura del passato». «E' un momento eccitante per essere conservatori», ha assicurato Cameron nel suo messaggio di fine anno. Il leader dei Tories ha citato Gandhi come fonte di ispirazione e promettere politiche che «aiutino i meno avvantaggiati nella società, non i ricchi». Sul Mail on Sunday ha annunciato «un anno di trasformazione» per i conservatori, per condurli verso la sua visione di un «moderno, compassionevole partito conservatore». E ha spiegato che le prossime elezioni vedranno sulla scena una nuova generazione di elettori nati dopo l' era Thatcher: per questo motivo lui non vuole rimanere «prigioniero di un passato ideologico».
Il Partito Conservatore e Unionista (en.:Conservative and Unionist Party) è il principale partito di centro-destra britannico; è meglio noto semplicemente come Partito Conservatore o Tory.
È stato partito di governo ininterrottamente dal 1979 al 1997 ed ha conquistato tre mandati con la presidenza di Margaret Thatcher, storica leader conservatrice e neo-liberista.


Elezioni
Nel Regno Unito si vota con il sistema maggioritario. Ogni candidato ha quindi un collegio di riferimento dove si sfida con i propri avversari, vince il collegio chi ha piu voti. Gli analisti inglesi, vista la complessità della ripartizione territoriale dei collegi, azzardano una vittoria “politica” dei Conservatori, in testa in tutti i sondaggi, che però potrebbe non tramutarsi in una maggioranza numerica in Parlamento. Al momento ai Tory mancherebbero circa 20 seggi per raggiungere la maggioranza assoluta alla Camera dei Comuni. L’incertezza è dovuta alla presenza, oltre a Laburisti e Conservatori, di un terzo partito, i Liberaldemocratici, che raggiunge anche il 20% dei consensi e che quindi potrebbe incunearsi tra le due principali forze politiche

http://www.conservatives.com/

Monday, April 12, 2010

L'UNGHERIA VA A DESTRA



Nelle elezioni ungheresi: vincono i conservatori del Fidesz. Il partito conservatore dell'ex premier Viktor Orban ha ottenuto il 52,76% dei voti. I socialisti al governo per otto anni sono precipitati al 19,30%. Forte affermazione per la destra xenofoba Jobbik che entra per la prima volta al Parlamento di Budapest con il 16,7%. Il nuovo partito verde, Lmp, prende il 7,4%. Un secondo turno assegnerà i 121 seggi rimanenti in base al complicato sistema elettorale ungherese. Fidesz potrebbe formare un governo monocolore senza l'aiuto di Jobbik.
L'Assemblea Nazionale (Országgyűlés) si compone di 386 membri eletti per un mandato di quattro anni. 176 membri sono eletti in circoscrizioni a singolo seggio, 152 con il sistema proporzionale in circoscrizioni multi-seggio e vi sono 58 cosiddetti seggi di compensazione. Per accedere a queste ultime due tipologie di seggio, bisogna oltrepassare una soglia del 5% dei voti.
Le elezioni politiche in Ungheria avvengono in due tornate, di cui la seconda avviene due settimane dopo il primo turno.













Il Fidesz - Unione Civica Ungherese e' un grande partito politico di centro-destra in Ungheria. A partire dalle elezioni del 2010 in Ungheria, il Fidesz è il più grande partito nel Parlamento dell'Ungheria. Si tratta di un membro del Partito Popolare Europeo (PPE). Il partito è stato fondato nel 1988, chiamato semplicemente Fidesz (Fiatal Demokraták Szövetsége, Alleanza dei Giovani Democratici), originariamente nato come un giovane partito libertario e anticomunista. Il Fidesz è stata fondato da giovani democratici, soprattutto studenti, che sono stati perseguitati dal partito comunista e che quindi si dovevano incontrare in piccoli gruppi clandestini. Il movimento divenne una forza importante in molte aree della moderna Ungheria, impegnandosi ad ogni livello per la creazione di un sistema democratico, i suoi membri erano attivi come guardiani dei diritti umani fondamentali. L'adesione al partito inizialmente era permesso solo ai giovani con il limite di età di 35 anni (questo requisito è stato abolito in occasione del congresso 1993). Il Fidesz e' passato dal liberalismo al conservatorismo a metà degli anni '90, cio' ha causato una rottura all'interno del partito, molti dei suoi membri hanno lasciato, soprattutto per l'altra parte liberale, SZDSZ che poi si è entrato in coalizione con il partito socialista MSZP subito dopo le elezioni del 1994.
Attualmente Fidesz è considerato da molti come un partito conservatore nelle questioni sociali, ma forse più "di sinistra" nelle sue politiche economiche.

La Gioventù del Fidesz è la Sezione Giovani Fidesz che è stata creata all'interno del partito per tutti i membri al di sotto dei 30 anni. È stata fondata dal Congresso Fidesz e stabilito nel dicembre 2005. Il presidente della Fidesz Sezione Giovani è Daniel Loppert. Fidesz Sezione Giovani è membro di Studenti democratici europei (EDS) e membro osservatore dei giovani democratici della Comunità d'Europa (DEMYC).

http://v2010.fidesz.hu/index.php

Sunday, April 11, 2010

TEA PARTY: LA NUOVA DESTRA AMERICANA



Il nome di "Tea Party" fa riferimento all'avvenimento storico "Boston Tea Party" del 1773, una protesta da parte dei coloni americani contro la tassazione da parte del governo britannico, quando i coloni non avevano rappresentati in Parlamento (no taxation without rapresentation) che pose le basi per la Guerra di indipendenza americana.
Le proteste del Tea Party hanno evocato immagini simili, slogan e temi di quel periodo della storia americana. Il Movimento del Tea Party sostiene un sistema di governo costituzionalmente limitato in generale, e più precisamente politiche anti-stimolo economico, anti-deficit, anti-bailout. Alcuni manifestanti sono contrari anche al sostegno federale per l'industria automobilistica in crisi.
Secondo il corrispondente politico dell' Associated Press Liz Sidoti, Il movimento Tea Party e'", un mix ideologico libertarismo e conservatorismo con il comune denominatore :riduzione della spesa e governo minimo ".Il movimento Tea Party include anche diverse entità più formali, con approcci leggermente diversi per il loro patrocinio:

Il Tea Party Patriots un organismo nazionale che sostiene di aver più di 1000 associazioni locali, gestito con l'aiuto di Freedomworks, Un organizzazione conservatrice senza scopo di lucro, guidata dall'ex leader della maggioranza repubblicana House Dick Armey.

Il Tea Party Express, un tour nazionale di autobus gestito da "Il nostro Paese merita di meglio" PAC, Un Comitato conservatore di azione politica creato a Sacramento.

Tea Party Nation ha tenuto una Convegno Nazionale 4-6 febbraio, 2010. L'evento ha visto, Sarah Palin come oratore principale, ma criticato per il fatto che la Palin e' stata apparentemente pagata $ 100.000 USD .Di fronte alle critiche da parte degli attivisti del movimento, la Palin ha detto che prevvedera' a donare la somma per una causa conservatrice.

Il movimento Tea Party ha anche attirato alcune organizzazioni come una frangia del Movimento LaRouche, Il separatismo bianco Consiglio dei cittadini conservatori, E la John Birch Society.

Il 7 dicembre 2009 un sondaggio fatto da Rasmussen tra gli elettori indipendenti, il Tea Party ha battuto tra le preferenze i candidati democratici e repubblicani, con 33% di tutti gli elettori indipendenti, che preferiscono il candidato Tea Party. Il 16 Dicembre 2009 il Wall Street Journal/NBC News ha fatto un sondaggio, il movimento Tea Party e' andato meglio di entrambi i partiti ,repubblicano e democratico, con il 41% degli intervistati dicendo che avevano una visione di esso "favorevole" o "abbastanza favorevole".
A fine gennaio 2010 un sondaggio effettuato da CNN/Opinion Research Corporation ha rilevato che "un terzo degli americani ha una posizione favorevole del movimento Tea Party", mentre "il 26 per cento del pubblico ha un parere negativo.

Sara' interessante capire se il Tea Party correra' con propri candidati per le elezioni di mid term o alla fine decidera' di associarsi al partito repbblicano e presentare candidati comuni, potrebbe essere un importante sfida al sistema bipartitico esistente negli Stati Uniti..


http://teapartypatriots.ning.com/

LA STORIA SI RIPETE: LUTTO IN POLONIA


Il Massacro di Katyń, avvenne durante la seconda guerra mondiale e comportò l'esecuzione di massa, da parte dei sovietici, di soldati e civili polacchi.
L'espressione si riferì inizialmente al massacro dei soli ufficiali polacchi detenuti del campo di prigionia di Kozielsk, che avvenne appunto nella foresta di Katyń, vicino al villaggio di Gnezdovo, a breve distanza da Smolensk. Attualmente l'espressione denota invece l'uccisione di 21.857 cittadini polacchi: i prigionieri di guerra dei campi di Kozielsk, Starobielsk e Ostashkov e i detenuti delle prigioni della Bielorussia e Ucraina occidentali, fatti uccidere su ordine di Stalin nella foresta di Katyń e nelle prigioni di Kalinin (Tver), Kharkov e di altre città sovietiche. L'eccidio di Katyń fa riflettere perché da esso emergono aspetti della dittatura staliniana che è stato a lungo imbarazzante riconoscere, vale a dire il carattere fortemente repressivo e le tendenze imperialistiche. .Il massacro rispondeva ad una logica ben precisa di ulteriore indebolimento della Polonia appena asservita. Infatti, poiché il sistema di coscrizione polacco prevedeva che ogni laureato divenisse un ufficiale della riserva, il massacro doveva servire ad eliminare una parte cospicua della classe dirigente nazionale. Va inoltre ricordato che Stalin contestualmente ordinò la deportazione in Siberia e Kazakhstan delle famiglie degli ufficiali polacchi (bambini compresi), eliminando in tal modo anche la generazione successiva.
Il metodo con cui vennero eseguite era stato studiato nel dettaglio.
La dinamica del massacro era questa: inizialmente venivano verificati i dati anagrafici del condannato, poi questi veniva ammanettato e portato in una cella isolata. Dopo essere stato fatto entrare nella cella, veniva immediatamente ucciso con un colpo alla nuca. Il colpo di pistola veniva mascherato tramite l'azionamento di macchine rumorose (probabilmente ventilatori). Il corpo veniva quindi trasferito all'aperto passando da una porta posteriore e poi veniva caricato su uno dei sei camion appositamente predisposti per il trasporto. A questo punto toccava alla vittima seguente. Questa procedura venne ripetuta ogni notte, ad eccezione della festa del primo maggio.
Nel 1989 studiosi sovietici rivelarono che Stalin aveva effettivamente ordinato il massacro, e nell'ottobre 1990 Mikhail Gorbachev porse le scuse ufficiali del suo paese alla Polonia, confermando che la NKVD aveva giustiziato i prigionieri e aggiungendo l'esistenza di altri due luoghi di sepoltura simili a quello di Katyn: Mednoje e Pyatikhatki. Il leader sovietico, però, sostenne che i documenti cruciali, tra cui l'ordine di fucilare 25 mila polacchi senza neppure avanzare contro di loro un capo di imputazione, non si sapeva dove fossero. Si può affermare che la vicenda può dirsi conclusa solo con la presidenza di Boris Eltsin.



A settanta anni dall'eccidio di Katyn, la Polonia rivive una simile tragedia perdendo parte importante della sua classe dirigente in un incidente aereo, propio nella foresta dell'eccidio...
Il Tupolev 154 sul quale viaggiava la compagine governativa, si è schiantato su una foresta in fase di atterraggio. I resti del velivolo sono stati rinvenuti a circa un chilometro dalla pista. Con il presidente Kaczynski viaggiava la moglie Maria, anche lei tra le vittime , e una delegazione presidenziale di circa 80 persone, tra cui il governatore della banca polacca.
Kaczynski militava nel partito conservatore Prawo i Sprawiedliwość (PiS), il cui nome significa Legge e Giustizia. Era presidente della Repubblica di Polonia dal 2005ed ebbe precedentemente ricoperto l'incarico di presidente (sindaco) di Varsavia dal 2002 fino al 22 dicembre 2005. Lech si era laureato in Legge e Amministrazione all'Università di Varsavia. Nel 1976 ha ottenuto il dottorato presso l'Università di Danzica, dove ha lavorato prima come ricercatore e poi come professore. Era sposato e aveva una figlia.
Negli anni settanta è stato un attivista nel movimento democratico polacco anticomunista. Nell'agosto 1980 è diventato un consulente del comitato per gli scioperi del Porto di Danzica e del movimento Solidarność. Nel periodo di legge marziale introdotto dai comunisti nel dicembre 1981 è stato internato essendo stato classificato come elemento anti-socialista.

La Polonia perde un grande uomo, un grande politico e il mondo perde un grande anticomunista...

Wednesday, April 22, 2009

ELEZIONI IN SUDAFRICA

Si aprono oggi in Sudafrica le elezioni presidenziali: ventitré milioni di persone andranno alle urne per eleggere un nuovo parlamento, che a sua volta nominerà il presidente della Repubblica. Favorito il leader dell’Anc, Jacob Zuma. Gli ultimi sondaggi danno all’Anc oltre il 60% delle preferenze. si vota per eleggere il quarto presidente del Sudafrica senza più apartheid. L'African National Congress, il partito di Nelson Mandela che ha dominato la scena politica di questi anni, accusa i primi cedimenti. l'Anc ha portato avanti il suo progetto di democratizzazione. Ma non è riuscito ad abbattere quelle differenze razziali, e sociali, che continuano a esistere. Il livello di violenza è sempre alto, l'Aids ha contagiato più della metà della popolazione. La disoccupazione ha raggiunto il 40 per cento. Nonostante il pil resti arroccato ad oltre il 7 per cento. Le vite restano separate, con quartieri ben distinti, dove solo da pochi anni iniziano a mischiarsi bianchi e neri, uniti da un comune benessere piuttosto che da stesse culture e tradizioni. I sudafricani chiedono un rinnovamento. Guardano altrove, ai partiti, come la Democratic Alliance di Helen Zille, sindaco bianco di Città del Capo, un lungo passato di lotta all'apartheid che scuote le coscienze denunciando le corruttele e il nepotismo imperanti nel partito del Padre della patria. Osservano curiosi la nascita del Cope, Party of the People, costola dissidente dell'Anc che potrebbe erodere percentuali importanti mettendo in discussione la maggioranza assoluta della formazione guidata da Jacob Zuma. Il nuovo presidente dell'African National Congress, leader discusso e amato dal suo popolo, è stato al centro di questa combattiva campagna elettorale. Le accuse di stupro e di corruzione per la compravendita di una partita di armi, da cui è uscito prosciolto, continuano a offuscare la sua immagine. Ma la sua storia di vecchio guerrigliero, con i suoi scontri armati e la sua dura galera a Robben Island, la sua ascesa politica dentro il potente sindacato, sono riusciti a imporlo come candidato favorito.




ANC. Il partito fu fondato l'8 gennaio del 1912 allo scopo di difendere i diritti e le libertà della maggioranza nera della popolazione sudafricana, nome originario del partito, infatti, era "South African Native National Congress".Nel 1944 nacque, ad opera di Nelson Mandela, Walter Sisulu e Oliver Tambo, la Lega giovanile dell'ANC, che assicurò un ricambio generazionale e l'inizio di un forte impegno per la non violenza. Nel 1947 iniziò la collaborazione con la Natal Indian Congress, fondata dal Mahatma Gandhi.
Il ritorno al potere del Partito Nazionale, filo-afrikaner, determinò l'inizio della politica di apartheid. In tutti gli anni '50 ai neri fu impedito di esercitare il diritto di voto e si videro negare i diritti civili e politici. Nel 1952 l'ANC diede vita a boicottaggi e scioperi simili a quelli organizzati dal Mahatma Gandhi in India. Nel 1955, l'ANC aderì al Congresso del Popolo, formato insieme al South African Indian Congress (indiani) e al Congress of Democrats (bianchi). Nel 1960, l'ANC inizò la battaglia conto la Pass Law, una legge che obbligava i neri a portare con sé una tessera da esibire ogni qual volta volessero entrare nei territori riservati ai bianchi, le organizzazioni per i diritti civili furono bandite e l'ANC fu costretta ad operare in clandestinità, avviando anche azioni violente. Sotto la guida di Oliver Tambo, l'ANC, negli anni '70 ed '80, incrementò le azioni di sabotaggio, alcune delle quali provocarono vittime. Si organizzarono basi in Mozambico, Botswana e Swaziland. L'ANC presentò liste comuni con il Partito Comunista Sudafricano e con Congresso di Sindacati del Sudafrica alle prime elezioni a suffragio universale del 1994. L'ANC ottenne il 62,6%, 252 seggi e Mandela fu eletto primo Presidente del Sudafrica. La nuova costituzione, infatti, aveva cambiato il nome alla massima carica dello stato da Presidente dello Stato a Presidente del Sudafrica. Alle elezioni provinciali, svolte in concomitanza con le politiche, l'ANC ottenne sostanzialmente la stessa pecentuale di voti. Nel KwaZulu-Natal, però, non avendo nessun partito conseguito la maggioranza assoluta dei voti, l'ANC si alleò con il Partito Inkata per la Libertà (Inkatha Freedom Party). Tale coalizione si è ripetuta anche nel 1999. Le elezioni nazionali del 1999 videro l'ANC incrementare i propri suffragi (66,4%) e seggi (266). Ciò nonostante l'ANC decise di coalizzarsi con il Nuovo Partito Nazionale (NNP), Dal 2001, l'alleanza con comunisti e sindacati è iniziata a indebolirsi, e l'ANC ha modificato il proprio orientamento politico in direzione più liberale. Alle elezioni del 2004, l'ANC ha ulteriormente migliorato i propri consensi giungendo al 69% dei voti ed a 270 deputati. L'unico partito che sembra resistere all'avanzata dell'ANC è l'Alleanza Democratica (12,4%), mentre il NNP, dopo aver ulteriormente ridotto i suoi voti all'1,6%, ha deciso di sciogliersi.
Negli ultimi anni non sono mancate polemiche e difficoltà. Infatti, nonostante il successo elettorale, le difficoltà con i sindacati (COSATU) sono andate aumentando. A queste si sono aggiunte le accuse di corruzione nei confronti di Jacob Zuma, vice Presidente del Sudafrica, durante la presidenza di Thabo Mbeki (ANC), ed attuale presidente dei deputati dell'ANC.
Nonostante le difficoltà, l'ANC ha confermato, alle elezioni amministrative del 2006, oltre il 66% dei consensi. (wikipedia)

Tuesday, March 31, 2009

LA GRANDE COALIZIONE ISRAELIANA (guarda a destra)

Il nuovo governo israeliano, guidato dal leader del Likud Benjamin Netanyahu, sarà presentato oggi alla Knesset. L’esecutivo, di cui fanno parte anche esponenti laburisti, partito nazionalista Yisrael Beiteinu, lo Shas e il Partito dei coloni, conta una trentina di ministri e almeno sei vice ministri, e sarà il più grande nella storia di Israele. Il nuovo ministro degli Esteri sarà Avigdor Lieberman, il leader di Yisrael Beiteinu, mentre il leader laburista e ministro della Difesa uscente, Ehud Barak, manterrà il suo incarico. A poche ore dalla cerimonia di giuramento del nuovo governo Israele guidato da Netanyahu, in programma oggi pomeriggio alla Knesset, scoppia una prima mini-crisi. Yisrael Beiteinu ha infatti minacciato di chiamarsi fuori se non gli sarà garantito il dicastero degli Esteri, anche nel caso in cui il suo leader, Avigdor Lieberman, che si appresta a diventare il nuovo capo della diplomazia israeliana, fosse costretto a dimettersi per problemi giudiziari. Nelle ultime ore circolano voci secondo cui il premier designato Benjamin Netanyahu avrebbe promesso al suo principale rivale all’interno del Likud, Silvan Shalom, la poltrona di ministro degli Esteri nel caso in cui Lieberman dovesse appunto dimettersi a seguito di una sua incriminazione per corruzione.



Amnon Dankner, ex direttore del quotidiano “Ma’ariv”, scrittore, ultimamente romanziere di successo dice questo del nuovo governo: "gli israeliani sanno bene che in questo momento qualsiasi eventualità di accordo con i palestinesi è lontano anni luce. Siamo ben distanti dal tempo degli accordi di Oslo del 1993. Oggi non si può fare la pace anche perché i palestinesi sono divisi tra di loro. Trionfa lo scontro Hamas-Olp. Nessuno in Israele crede davvero nell’avvio di un qualsiasi dialogo di sostanza con Abu Mazen. La situazione in questo campo è totalmente bloccata”. E le conclusioni sono ancora più grame: “In questo periodo del nulla non ti puoi attendere nulla”.

Yisrael Beiteinu (ישראל ביתנו, letteralmente "Israele, Casa Nostra") è un partito israeliano di destra. Il partito, che rappresenta soprattutto gli emigrati dell'ex blocco orientale, sostiene la linea dura nei confronti degli arabo-israeliani e dei palestinesi. Uno dei suoi fondatori è Avigdor Lieberman, già membro del Likud, noto per il suo piano di ritiro dalla Linea Verde, in modo tale che aree come il “Triangolo” (Meshulash in ebraico, Sharon orientale) e il Wadi 'Ara – ceduto dalla Giordania a Israele in seguito agli accordi successivi all’armistizio del 1949 – passino sotto il controllo arabo. Ciò comporterebbe per circa un terzo degli arabi israeliani la perdita della cittadinanza. La giustificazione di tale cessione di territori dello Stato di Israele sarebbe nel fatto che la popolazione è composta per la maggior parte da arabi che si sentono palestinesi più che israeliani. Essi dovrebbero perciò essere incoraggiati a riunirsi all'Autorità Nazionale Palestinese, il trasferimento di arabo-israeliani in territori palestinesi dovrebbe essere incoraggiato con aiuti economici.

www.beytenu.org

intevista a Lieberman (lingua originale)

Wednesday, March 25, 2009

ELEZIONI IN MACEDONIA

Gjorge Ivanov, professore di politica, è in netto vantaggio sui suoi avversari nel primo turno delle presidenziali in Macedonia, in un voto che ha ricevuto il plauso dell'Ue per la mancanza di disordini e violenze.
Secondo un primo conteggio ancora incompleto dei voti, il 49enne Ivanov, esponente del partito di destra VMRO-DPMNE è in netto vantaggio per la vittoria della presidenza al ballottaggio che si terrà tra due settimane. I risultati parziali mostrano un testa a testa per il secondo posto tra Ljubomir Frckovski, del principale partito di opposizione SDSM, e l'indipendente Ljube Boskovski, ministro dell'Interno durante i disordini etnici del 2001.
Si tratta della prima esperienza politica per Ivanov e la sua candidatura è giunta a sorpresa.



L'Organizzazione rivoluzionaria interna macedone - Partito Democratico per l'Unità Nazionale Macedone è un partito di cenro-destra nella Repubblica di Macedonia e che sostiene l'ammissione di Macedonia presso la NATO e l'Unione europea. La parte del nome deriva dalla Organizzazione rivoluzionaria interna macedone, un movimento ribelle del 19o secolo. L'originale organizzazione fu soppressa nel 1930, data alla quale il territorio della attuale Repubblica di Macedonia ha fatto parte del Regno di Jugoslavia. Dopo la morte di Tito nel 1980, SFR Jugoslavia ha cominciato a disintegrarsi e la democrazia partitica è tornata in Macedonia. Molti esuli nazionalisti tornaono in Macedonia dall'estero, e una nuova generazione di giovani intellettuali macedone riscoprì la storia del nazionalismo macedone. In queste circostanze, non era sorprendente che il nome del famoso movmento macedone ribelle è stato rianimato. Sotto il nome VMRO-DPMNE, il partito è stato fondato il 17 giugno 1990 a Skopje.
www.vmro-dpmne.org.mk

Tuesday, March 17, 2009

GOLPE IN MADAGASCAR

La vita nella capitale Antanarivo continua come sempre, con scuole e negozi aperti, ma la gente è preoccupata che possa scoppiare una guerra civile. L'esercito, che ha scelto oramai l'opposizione, è schierato ad Antananarivo intorno agli edifici occupati, l'ufficio del presidente e la banca centrale. Rajoelina, 34 anni, ex sindaco della capitale, da gennaio cavalca le proteste popolari contro gli aumenti dei prezzi, che hanno fatto oltre cento morti. Il 31 gennaio si è autoproclamato leader del paese e il 7 febbraio ha guidato una marcia sul palazzo presidenziale, respinta a mitragliate, con una trentina di vittime. Nei giorni scorsi ha rifiutato un'offerta del presidente di tenere un referendum per risolvere la crisi e ha chiesto invece alle forze armate di arrestare Ravalomanana.
il presidente del Madagascar, Marc Ravalomanana, si è dimesso e ha consegnato il potere ai militari. Lo ha detto il suo portavoce. Il braccio di ferro è stato così vinto dal capo dell'opposizione, il sindaco della capitale Antananarivo Andry Rajoelina, 34 anni, che è entrato nell'ufficio del presidente nel centro della capitale Antananarivo (occupato lunedì dall'esercito, che oramai lo appoggia) e ha annunciato a una folla festante che otto ministri hanno consegnato le dimissioni nelle sue mani: «La lotta per la democrazia è quasi terminata» ha dichiarato.


Nel 1885, nel contesto della spartizione coloniale dell'Africa, gli inglesi rinunciarono a qualsiasi pretesa nei confronti del Madagascar, lasciando il campo libero ai francesi. Nel 1890 la Francia dichiarò il Madagascar un proprio protettorato. Durante la seconda guerra mondiale, truppe malgasce combatterono in Francia, Siria e Marocco. Quando la Francia cadde in mano ai tedeschi, il Madagascar passò sotto il controllo del governo di Vichy. Nel 1942 l'isola fu invasa dalla Gran Bretagna che la riconsegnò ai "francesi liberi" di de Gaulle l'anno dopo.
Nei primi anni '50 la Francia diede inizio a una serie di riforme che consentirono al Madagascar una transizione verso l'indipendenza. Il 14 ottobre 1958 nacque ufficialmente la Repubblica del Madagascar nel ambito della Communauté Française. Il 26 giugno 1960 finalmente il Madagascar divenne indipendente, con Philibert Tsiranana come primo presidente. Dopo l'abbandono di Tsiranana e un breve periodo di transizione, il potere passò nelle mani di Didier Ratsiraka, che modificò profondamente lo stato e la politica estera malgascia in direzione di un socialismo filo-sovietico. Il partito di Ratsiraka divenne l'unico partito legalmente riconosciuto nel 1977, e la libertà di stampa fu fortemente ridotta. Il regime di Ratsiraka iniziò a vacillare negli anni '80, sotto la pressione di una forte crisi economica e del crescente isolamento internazionale del paese. Ratsiraka modificò gradualmente la propria politica, fino a indire le prime elezioni multi-partitiche nel 1993. Ratsiraka e il suo principale rivale, Albert Zafon, si alternarono alla guida del paese fino al 2001.
Marc Ravalomanana é presidente del Madagascar fino al golpe.
Nel 1999 Ravalomanana divenne sindaco della capitale malgascia, Antananarivo. Alle elezioni del 16 dicembre 2001 fu candidato alla presidenza del paese; l'esito delle votazioni fu controverso, e sia Ravalomanana che il suo avversario (il presidente uscente Didier Ratsiraka) sostennero di aver vinto. La disputa causò alcuni scontri fra i sostenitori dei due candidati: mentre le zone centrali dell'isola vennero occupate da Ravalomanana le coste furono fedeli a Ratsiraka e le strade furono interrotte da posti di blocco, anche l'esercito cominciò a dividersi tra chi era fedele a uno o all'altro candidato. Il 22 febbraio 2002, Ravalomanana si autodichiarò presidente, e la sua posizione fu confermata il 29 aprile dall'Alta Corte Costituzionale. Questo, tuttavia, non pose fine agli scontri nel paese, che si conclusero solo con l'esilio forzato di Ratsiraka, il 5 luglio.

Wednesday, January 21, 2009

LA STORIA AMERICANA ATTRAVERSO I SUOI PROTAGONISTI

Discorso di insediamendo: Barack Obama




Intervista a G.W.Bush




Il più grande di tutti: RONALD REAGAN (tributo)




Wathergate: dimissioni Richard Nixon(lingua originale)




Kennedy a Berlino (scorcio): ich bin ein berliner




Attacco a Pearl Harbor: discorso di Franklin Dealano Roosevelt (lingua originale)

Monday, January 19, 2009

ELEZIONI IN EL SALVADOR

Il Frente Farabundo Martí para la Liberación Nacional (Fmln), la principale forza di opposizione durante la guerra civile a El Salvador tra il 1980 e il 1992, sembra aver vinto le elezioni per il rinnovamento dell’Asamblea Legislativa del paese centroamericano. Lo rivelano i primi dati del Tribunal Supremo Electoral (Tse) in merito alle elezioni che domenica scorsa si sono tenute a El Salvador per eleggere 84 deputati dell’Asamblea Legislativa, i sindaci e i consiglieri comunali di 262 municipi e 20 deputati del Parlamento centroamericano. Secondo i primi dati del Tse su un totale di tre mila 214 voti scrutinati l’Fmnl ha registrato 319 mila 537 voti contro i 298 mila 579 ottenuti dall’Alianza Republicana Nacionalista (Arena), il partito che governa il paese dal 1989. Per quanto riguarda le elezioni municipali i risultati sembrano ribaltarsi. Il Tse infatti, sul 41 per cento dei voti esaminati, dà la vittoria ad Arena, con 35 mila 79 preferenze, seguita dall’Fmnl con 33 mila 376 voti.
Il partito di governo sembra aggiudicarsi la maggioranza anche nelle votazioni municipali. Nello specifico, Norman Quijano, candidato dell’Arena, si è proclamato vincitore nella capitale El Salvador. La città era in mano all’Fmnl dal 1997. Secondo inchieste preliminari dunque, se la coalizione governativa vince alle elezioni locali, l’Fmnl si aggiudicherebbe quelle per il rinnovo dell’Asamblea Legislativa che anticipano le elezioni presidenziali del prossimo 15 marzo, nelle quali l’Fmnl, principale partito di sinistra, aspira a ottenere la maggioranza delle preferenze per sostituire l’Arena, al governo da 20 anni. Alle elezioni di domenica sono stati chiamati al voto 4,2 milioni di salvadoregni. Hanno partecipato circa duemila osservatori nazionali e internazionali. Tra questi in particolare quelli provenienti dall’Organizzazione degli Stati americani (Osa), dall’Unione Europea e da altri organismi indipendenti. Dalla firma degli accordi di pace del 1992, che hanno messo fine alla guerra civile che causò più di 70 mila morti, è la prima volta che elezioni locali, quelle dell’Asamblea Legislativa e le presidenziali sono indette nello stesso anno.





El Salvador è uno stato dell'America centrale, confina con Guatemala e Honduras a nord, con Honduras a est, ed è bagnato dall'oceano Pacifico a sud e ad ovest. A sud est è separato dal Nicaragua dal golfo di Fonseca. È il territorio meno esteso ma anche il più densamente popolato della regione.


Dopo 12 anni di guerra civile, nel 1992 è iniziato il processo di pacificazione e democratizzazione del paese. Nel 1931 il potere fu preso dal generale Maximiliano Hernàndez Martìnez, la cui dittatura si schierò con il le potenze dell'Asse. Tuttavia l'attacco di Pearl Harbour modificò la rotta, ponendo il dittatore vicino agli Stati Uniti. Martìnez all'abbandono della scena, nel 1944. Gli successero il generale Salvador Castneda Castro l'anno dopo e Oscar Osorio nel 1948. Quest'ultimo fu eletto alla carica di Presidente della Repubblica nel 1950; nonostante la sua elezione democratica e il suo cauto programma di riforme, gestì in maniera dittatoriale il paese. Lasciò la guida nel 1956 a J.M. Lemus, rovesciato nel 1960 da un colpo di stato, che favorì la creazione di una giunta militare. La reazione politica fu la formazione di un partito di opposizione; il candidato sostenuto fu José Napoleon Duarte, democristiano. Questa situazione già instabile e pericolosa, si fece decisamente tragica dopo le elezioni tenutesi nel 1972, che portarono al governo il candidato governativo scelto dai militari, il colonnello Molina. Cinque anni dopo fu eletto nuovamente il candidato governativo, stavolta il generale Romero, il quale con il suo frequente uso della forza e della repressione mossero verso la lotta armata gli oppositori, che lo destituirono nell'ottobre 1979 con un altro colpo di stato, questa volta riuscito. La nuova giunta creatasi fu mista, poiché formata da militari e civil; i civili abbandonarono la giunta meno alcuni democristiani, con a capo José Napoleon Duarte, che tenne in piedi la giunta stessa con i militari. L'opposizione si riunì nel Fronte democratico rivoluzionario, mentre il 12 dicembre 1980 Duarte divenne presidente. Il presidente chiese aiuto agli Stati Uniti, ottenendo il sostegno dell'allora presidente Ronald Reagan, che incitò Guatemala e Honduras a lottare contro i gruppi comunisti. La situazione peggiorò ulteriormente con la vittoria alle elezioni del 1982, boicottate dalla sinistra, del maggiore Roberto D'Aubuisson. Gli Stati Uniti entrarono in modo frequente e visibile nelle questioni interne del Salvador, favorendo il ritorno alla presidenza di Duarte nel 1984. Duarte comprese l'indispensabilità del dialogo con la guerriglia, e i colloqui ripresero con un importantissimo incontro a La Palma tra il premier e l'opposizione. La destra bloccò tutto in Parlamento. Quattro anni dopo la situazione precipitò quando vinse le elezioni amministrative D'Aubuisson, tra l'altro accusato dell'omicidio dell'arcivescovo Oscar Romero, e in più Duarte fu costretto a recarsi negli Stati Uniti per delle cure per le sue precarie condizioni di salute, lasciando La Democrazia Cristiana andò in crisi e lasciò libero spazio al partito di D'Aubuisson, l'ARENA, che si aggiudicò la vittoria col suo nuovo candidato Alfredo Cristiani, la guerriglia scatenò una terribile offensiva. Le trattative tuttavia ricominciarono a Ginevra nel 1990 e l'anno dopo fu finalmente ammessa anche l'opposizione alle elezioni presidenziali. Vinse Cristiani, il quale continuò sulla strada del dialogo, anche perché il paese era stufo di un conflitto civile che era costato almeno 80.000 vite umane. Il 1º gennaio 1992 terminò ufficialmente la guerra civile ad El Salvador.L'anno dopo provocò aspre polemiche la completa amnistia data ai membri dell'ARENA che durante il conflitto interno commisero atrocità e abusi. Dopo la guerra tale partito è sempre uscito vincitore alle urne e così è stato anche alle ultime elezioni, avutesi nel 2004, che hanno decretato la vittoria netta del candidato Elìas Antonio Saca.


http://www.blogger.com/www.normanquijanoalcalde.com

Sunday, January 18, 2009

ELEZIONI IN ASSIA



Secondo i primi exit poll resi noti dalla tv tedesca, l'Unione cristiano democratica (Cdu) della "cancelliera" tedesca Angela Merkel ha stracciato i socialdemocratici (Spd) alle elezioni regionali che si sono svolte oggi in Assia. La Cdu ha raccolto il 37,5% dei consensi, di poco superiore al 36,8% ottenuto alle elezioni precedenti (febbraio 2008), mentre la Spd si è fermata al 23,5%, una debacle in confronto al 36,5 di quasi un anno fa e il risultato più basso mai ottenuto dal partito che fu di Willy Brandt nel Land di Francoforte sul Meno.Balzo in avanti spettacolare anche per la Fdp, che ottiene il 16,1% dei consensi, in confronto al 9,4 di un anno fa, secondo quanto riferito dalle emittenti di Stato Ard e Zdf alla chiusura dei seggi. Buona performance, secondo i primi dati, anche per i Verdi, che dal 7,5% del 2008 passano al 14%.
Appena sufficiente invece la Linke, che un anno fa con il 5,1% delle preferenze è entrata per il rotto della cuffia per la prima volta in Parlamento regionale della Germania. La Cdu del ministro presidente del Land Roland Koch può quindi tranquillamente formare una coalizione di governo "nero-gialla" assieme ai liberali. Secondo i primi risultati, Cdu-Fdp godono della maggioranza nel Parlamento dell'Assia con 61 seggi, mentre Spd, Verdi e Linke insieme non superano le 49 poltrone. Le regionali in Assia sono il primo test sull'elettorato tedesco, in un anno in cui si terranno in Germania quindici elezioni, prime fra tutte le politiche di settembre.




L' Unione Cristiano-Democratica di Germania (CDU, in tedesco: Christlich Demokratische Union Deutschlands) è un partito politico tedesco di orientamento democratico-cristiano. Fondato nel giugno 1945, conta circa 580.000 iscritti. L'attuale presidente del partito Angela Merkel è anche Cancelliere della Repubblica Federale Tedesca. Konrad Adenauer oltre ad essere stato il primo cancelliere della repubblica federale tedesca, è stato anche il primo presidente della CDU. Presidenti della CDU dal 1950 ad oggi sono stati:
Konrad Adenauer 1950-1966
Ludwig Erhard 1966-1967
Kurt Georg Kiesinger 1967-1971
Rainer Barzel 1971-1973
Helmut Kohl 1973-1998
Wolfgang Schäuble 1998-2000
Angela Merkel 2000-

In base ad accordi con la consorella bavarese Unione Cristiano-Sociale in Baviera (CSU), la CDU in tutte le elezioni non presenta liste e candidati in Baviera e la CSU non si presenta nel resto della Germania..
Gli eletti della CDU e della CSU formano un gruppo parlamentare unitario, denominato CDU/CSU. (wikipedia)



Monday, December 1, 2008

ELEZIONI IN ROMANIA

Il partito Democratico liberale romeno (Pdl) vicino al presidente Traian Basescu è in testa nelle elezioni legislative che si sono svolte domenica in Romania, secondo i primi dati parziali diffusi con il 71% delle schede scrutinate. Il dato ribalterebbe i risultati degli exit poll che davano in testa con cinque punti di vantaggio, al 36% ,il partito Socialdemocratico (Psd) in alleanza con i Conservatori (Pc). Il Pdl è in testa con il 34,67% dei voti, mentre l'alleanza Psd-Pc ottiene al momento il 33,36% delle preferenze. Il Partito Liberale (Pnl) del premier uscente Calin Popescu Tariceanu si attesta al 18,18%, il partito nazionalista Grande Romania rimarrebbe fuori dalla Camera e dal Senato per la prima volta dal 1996. L'affluenza al voto è stata molto bassa, come previsto, al 39,26%. Dal Pdl, un cauto ottimismo. Il candidato premier del partito vicino al presidente Traian Basescu, Theodor Stolojan, ha dichiarato che se il partito otterrà la vittoria "i risultati ci permetteranno di andare dal presidente a testa alta. Il capo di stato deciderà a chi assegnare l'incarico di primo ministro".


Il PDL è nato nel gennaio 2008 dalla fusione tra il Partito Democratico, centristi-conservatori, ed il Partito Liberale Democratico, liberisti-conservatori. Il PDL ha visto l'adesione anche di 7 deputati eletti dai nazionalisti del Partito Grande Romania, 4 deputati eletti dal Partito Social Democratico e 3 eletti dal Partito Conservatore. Theodor Dumitru Stolojan (Târgovişte, 24 ottobre 1943) è un economista e politico. Primo Ministro ad interim della Romania dal settembre 1991 al 4 novembre 1992. È rientrato in politica presentadosi alle presidenziali del 2000 per il Partito Nazionale Liberale (Partidul Naţional Liberal PNL), ma ha perso nei confronti di Ion Iliescu e Corneliu Vadim Tudor. Al congresso straordinario del PNL dell'agosto del 2002 ne è stato eletto presidente.Per un pò di tempo mette da parte la politica per motivi fi salute. Il 2 ottobre 2006 Theodor Stolojan è stato escluso dal PNL come deciso dal settore 2 dell'organizzazione del PNL di Bucarest. Dal partito i motivi di questa decisone sono stati dettati dal fatto che Stolojan non ha rispettato e sostenuto le decisioni dei vertici infrangendo più volte lo statuto del partito, mentre Stolojan afferma che è stata una mossa voluta dal primo ministro Popescu Tăriceanu che così vuole eliminare i suoi avversari politici, anche se sono coloro hanno segnato la storia della rinascita del partito stesso all'indomani della caduta del regime di Ceausescu. Così assieme ad altri politici a lui vicino forma nel dicembre 2006 un nuovo partito denominato PLD Partito Liberale Democratico Partidul Liberal Democrat.
http://www.pd-l.ro/

Thursday, November 13, 2008

ELZIONI NELLA CITTA' SANTA



Gerusalemme torna in mano ai laici. Quarantanove anni, il laico Barkat, un ex ufficiale nei paracadutisti, ha ottenuto il 52% dei voti contro il 43% del rivale, l'ultra-ortodosso Meir Porush. Il miliardario di origini russe Arcadi Gaydamak, invece, non è riuscito a superare il 3,6%.Nir Barkat è il nuovo sindaco di Gerusalemme. Nel suo primo discorso dopo la vittoria nelle elezioni municipali, il ricco uomo d'affari, impegnato nel campo dell'alta tecnologia, ha promesso che sarà il sindaco di tutti gli abitanti della città santa, israeliani e palestinesi. Ex membro di Kadima, Barkat ha lasciato il partito di Ehud Olmert dopo aver criticato il piano del premier uscente a suo giudizio pensato per "dividere Gerusalemme". Durante la campagna elettorale ha promesso che, una volta sindaco, avrebbe dato il via libera alla costruzione di nuovi insediamenti israeliani nella parte est della città santa dove vivono 250.000 palestinesi (che hanno in larga parte disertato le urne). Martedì si votava per il rinnovo di 160 amministrazioni comunali, anche in Cisgiordania e nella Alture del Golan. A Tel Aviv si è confermato Ron Huldai, sindaco uscente vicino ai laburisti.


Sunday, November 9, 2008

ELEZIONI IN NUOVA ZELANDA

I conservatori conquistano la Nuova Zelanda

In Nuova Zelanda: i conservatori di centrodestra si sono imposti nelle elezioni legislative. Il partito guidato dal giovane banchiere John Key e i suoi alleati minori disporranno di 65 seggi (su 122) nel nuovo Parlamento, contro i 52 dei laburisti del primo ministro uscente Helen Clark, al governo per tre mandati. Il partito di Key ha ottenuto il 45% dei consensi, il partito laburista si è fermato al 33%. Hanno votato circa 2,9 milioni di neozelandesi. Il partito conservatore dovrà stringere un'alleanza con i piccoli schieramenti della destra conservatrice per avere una maggioranza stabile e governare in tranquillità. Ma non ci sarà bisogno di un accordo a ogni costo con il partito Maori, a cui John Key aveva aperto le porte alla vigilia del voto pur riconoscendo le enormi distanze tra i due movimenti. Il futuro premier neozelandese ha comunque confermato che proverà a guadagnarsi il consenso di questo gruppo, che rappresenta il 15% aborigeno della popolazione, la parte più povera del Paese. In queste elezioni i Maori hanno ottenuto cinque seggi, uno in più rispetto all’ultima legislatura ma due in meno rispetto all’obiettivo dichiarato. John Key è un ex banchiere senza una lunga storia politica, ma noto per l'ambizione e la tenacia. Ha 47 anni ed è in Parlamento dal 2002. Dispone di un patrimonio calcolato in 50 milioni di dollari neozelandesi, ovvero 29 milioni di dollari statunitensi, acquisiti in carriera alla Merrill Lynch. Nella grande banca, John Key ha lasciato nel 2001 il posto di direttore dei mercati per lanciarsi in politica in Nuova Zelanda.

Saturday, November 8, 2008

LE SFIDE DI OBAMA, I SUCCESSI DI BUSH


Ora le sovrane prerogative del potere presidenziale, dopo il voto del 4 novembre, vengono conferite a un afroamericano. L’evento è di portata politica e storica incalcolabile, non solo negli Stati Uniti ma ben oltre. L’ascesa del coloured people era già da tempo manifesta, sia nelle cariche pubbliche, sia nella vita sociale. Basta ricordare gli alti compiti affidati a Colin Powell e Condoleezza Rice, o i riconoscimenti e i successi ottenuti da personaggi come Jesse Jackson, Clarence Thomas, Richard Parsons. Ma ora, con Barack Obama, «il primo nero» è alla Casa Bianca. Obama dovrà governare fra i residui d’ogni pregiudizio razziale, più o meno latente, se non fra movimenti aggressivi eredi del Ku Klux Klan o delle Black Panthers.
Al neopresidente spetterà, nello stesso tempo, la responsabilità di affrontare innumerevoli problemi non risolti e anzi esasperati negli ultimi anni fino alla scadenza del mandato di George W. Bush. Nell’economia, oltre a fronteggiare il collasso di Wall Street che ha contagiato il sistema finanziario su scala internazionale, dovrà intervenire con urgenza sulla crisi dei mutui e dei valori immobiliari che negli Stati Uniti assilla i risparmiatori anche se punisce gli speculatori. Ma dovrà presto affrontare anche fondamentali questioni come il debito pubblico raddoppiato, il passivo del commercio con l’estero, le incognite sulla variabile gestione delle riserve monetarie accumulate dalla banca centrale in Cina e finora investite nei titoli del Tesoro di Washington.
Nello scenario politico e strategico internazionale, gli oneri assunti dalla «superpotenza gendarme» hanno raggiunto lo stadio della massima superestensione. In politica estera, l’agenda del neopresidente comprende i conflitti cronicizzati nell’Iraq e nell’Afghanistan dei talebani favoriti dall’instabilità del Pakistan, il pericolo del nazionalismo atomico iraniano, le difficili relazioni con la Russia di Putin, il proselitismo castrista nel Sudamerica delle sfide anti-yanqui da Chávez a Morales e oltre. Ma non è ancora tutto, anzi c’è molto di più. Rimane il contenzioso ecologico, «una scomoda verità» secondo il film documentario di Al Gore. Sulla questione dell’inquinamento ambientale, infatti, l’emissione massima di esalazioni fino all’effetto «serra» deriva dall’iperconsumo energetico degli Stati Uniti.
È questa la più complessa vertenza internazionale, mentre l’attesa conversione del massimo sistema industriale alle fonti energetiche alternative, con la riduzione dei consumi di petrolio e gas, impone alti costi per un’efficace tutela dell’ambiente. Se non ora, mentre incombe la recessione dell’economia, nei prossimi tempi sarà questo negli Stati Uniti e in ogni società industriale il «problema dei problemi». (corriere della sera)




Bush fino ad oggi è stato, nel bene o nel male, in grado di far fronte a tutti questi problemi. Sarà in grado anche il neopresidente Obama??? La sua inesperienza, soprattutto in politica internazionale riuscirà ad essere colmata dal suo vice Biden e dai tanti clintonianai dei quali si sta circondando??? solo il tempo sarà in grado di darci una risposta, sicuramente l'atteggiamento tenuto da Obama nelle prime battute sul nucleare Iraniano (Obama ha definito inaccettabile il fatto che l'Iran si doti di una bomaba atomica..) ci fanno sperare che ci sia una continuità almeno in medio oriente con la politica di G.W.Bush.

Per quanto riguarda Bush, ricordiamo che è divenuto presidente degli Stati Uniti d'America il 20 gennaio 2001 come vincitore di una delle più indecise elezioni nella storia statunitense, sconfiggendo il democratico vicepresidente Al Gore in 30 dei 50 Stati con una vittoria per poco in cinque collegi elettorali. Gore ha conseguito la maggioranza dei voti popolari con circa 51 milioni di preferenze su un totale di 105 milioni di votanti: un margine quindi di mezzo punto percentuale. Era dal 1888 che un candidato alla presidenza, sconfitto in quanto a preferenze, risultasse eletto grazie ai voti dei grandi elettori. Fu decisivo per Bush il vantaggio di circa 600 voti conseguito in Florida. Nel periodo di crisi nazionale seguito agli attacchi dell'11 settembre 2001, Bush godette per un breve periodo di consensi superiori all'85 per cento. Per alcuni mesi dopo l'attacco, Bush mantenne questi risultati eccezionali (i consensi più alti per un presidente da quando sondaggi regolari cominciarono ad essere effettuati nel 1938), ma gradualmente essi scesero a livelli sempre più bassi. Durante le elezioni per il Congresso tenutesi a metà del mandato presidenziale, nel 2002, Bush ottenne il più alto livello di consensi in elezioni di mezzo termine e di conseguenza il Partito Repubblicano riprese il controllo del Senato e aumentò la sua maggioranza nella Camera dei Rappresentanti. Lentamente questi consensi, soprattutto dopo il secondo mandato sono andati calando, fino a far diventare Bush uno dei presidenti "meno amati della storia degli USA".

G.W.Bush ha governato nel periodo più difficle della storia americana, ha subito un atto di guerra all'interno del territorio americano, ha dovuto combattere contro un nemico "il terrorismo" che trova le sue radici nell'anti-americanismo diffuso nel medio-oriente e non solo, ha condotto due importantissime guerre per "esportare" quei germi di democrazia, che hanno permesso all'America di eleggere un presidente nero... ha dovuto far fronte a governi dispotici anti-americani nati come i funghi in Americalatina (Chavez, Morales, Castro eccecc..), è stato investito in pieno da una crisi economica globale, non causata da lui come molti credono o vogliono credere, ma da una bolla speculativa che è esplosa già presente da almeno 15anni... Per tutti questi motivi, ma soprattutto per il grande spessore con il quale Bush ha saputo far fronte a tutti questi problemi, il giudizio su quello che è stato il 43esimo presidente degli Stati Uniti, non può essere più che positivo. La storia, con i suoi tempi, riuscirà a dare a G.W.Bush il posto che merita (uno dei migliori presidenti della storia americana).

Wednesday, November 5, 2008

I REPUBBLICANI CHE HANNO VINTO

Nelle elezioni americane si votava anche per rinnovare i governatori di 11 stati ,in 4 di questi i repubblicani cel'hanno fatta.

INDIANA: MITCH DANIELS



Il repubblicano Mitch Daniels è stato rieletto governatore dell'Indiana. Daniels, che quattro anni fa è stato il primo repubblicano ad essere eletto al governo dell'Indiana dopo 16 anni, era dato ampiamente favorito nei sondaggi prima del voto. A sfidare Daniels era la democratica Jill Long Thompson, ex sottosegretaria all'agricoltura sotto la presidenza di Bill Clinton. Elias Mitchell Daniels Jr è nato il 7 aprile 1949 a Monongahela, Pennsylvania, nella sua infanzia vive tra la Pennsylvania e la Georgia. Si trasferisce in Indiana dalla Pennsylvania nel 1959, mentre va ancora a scuola. Daniels si laurea in scienze politiche e affari internazionali presso l'Università di Princeton nel 1971 e in dottore in legge Georgetown University Law Center nel 1979. E' americano siriano di prima generazione ed è un membro dell' arabo-American Institute, dal quale ha ricevuto un onorificenza per il suo lavoro nella comunità. Nel gennaio 2001, Daniels ha accettato dal presidente George W. Bush l'invito a prestare servizio come direttore dell' Ufficio di gestione e bilancio (OMB), che ha servito a partire dal gennaio 2001fino al giugno 2003. In questo ruolo è stato anche un membro del Consiglio di sicurezza nazionale. Il 2 novembre 2004, Daniels è stato eletto governatore dello stato dell' Indiana raccogliendo circa il 53% dei voti rispetto al 46% del democratico storico governatore Joe Kernan, che aveva assunto il potere dopo la morte di Frank O'Bannon .Nel suo primo mandato da governatore, Daniels ha cercato di migliorare lo stato della situazione fiscale con severi controlli su tutte le spese statali e per un anno ha aumentato dell'1%l'imposta sulla persona fisica e giuridica in modo da guadagnare più di $ 100.000. Nel 2005, il Governatore Daniels è riuscito a portare lo stato al suo primo bilancio in pareggio dopo otto anni e, senza un aumento fiscale, ha trasformato i 600 milioni di dollari di disavanzo che ha ereditato in 300 milioni di dollari di avanzo in un solo anno.Il governatore Daniels ha utilizzato questo avanzo per restituire centinaia di milioni di dollari che lo Stato, nelle amministrazioni precedenti, aveva preso in prestito dalle scuole pubbliche dell' Indiana.
http://www.in.gov/gov

NORTH DAKOTA: JOHN HOEVEN




John Henry Hoeven III , è nato il 13 marzo 1957, già governatore della North Dakota per il Partito Repubblicano. E' in carica come governatore dal 15 dicembre del 2000, così da renderlo il governatore in carica da più lungo tempo negli Stai Uniti. Prima della sua elezione alla carica di Governatore, Hoeven ha servito lo stato come Presidente della Banca del Nord Dakota,di proprietà pubblica, dal 1993 al 2000. Hoeven è un conservatore, ma su alcune questioni è più moderato rispetto alle linee tradizionali del partito,infatti è per la destinazione di maggiori fondi all'istruzione e per un aumento degli stipendi dei professori nonché un aumento dei fondi per le infrastrutture. E molto conservatore sulle questioni etiche: è contro l'aborto, tranne per i casi di stupro o incesto ed è contro il matrimonio gay e unioni civili. Si oppone alle restrizioni sul possesso di armi da fuoco. Egli ritiene che la sanità pubblica dovrebbe essere fornita solo per gli anziani, che le politiche di lotta al consumo e spaccio di stupefacenti dovrebbe essere materia di legislazione statale e non una questione federale, che i carburanti alternativi sono una soluzione a lungo termine, ma che il petrolio è più necessario adesso.
http://www.governor.state.nd.us/

UTAH: JON HUNTSMAN




Meade Jon Huntsman Jr, è nato il 26 marzo 1960 a Palo Alto, California, USA, è il governatore dello stato di Utah, dopo aver vinto l'ufficio elettorale del 2004.
Huntsman è il figlio di uomo d'affari miliardario e filantropo Jon Huntsman, fondatore dell' Huntsman Corporation. Dopo il college, Huntsman ha lavorato ,alla Casa Bianca, come assistente per aministrazione Reagan. ambasciatore a Singapore per GWBush. Huntsman elenca tra le sue priorità da governatore: lo sviluppo economico, la riforma sanitaria, l'istruzione, l'energia e la sicurezza. Egli ha supervisionato grandi tagli fiscali e ha sostenuto la riorganizzazione dei servizi in modo che il governo potesse distribuirli in maniera efficace in uno stato come lo Utah con una popolazione in rapida crescita. Huntsman vorrebbe espandere l'assistenza sanitaria, soprattutto attraverso il settore privato, mediante agevolazioni fiscali e con la negoziazione dello stato vorrebbe mantenere bassi i prezzi. Egli inoltre è fautore di una proposta per poter utilizzare le assicurazione anche per le cure preventive. Huntsman è sensibile alle questioni ambientali e vorrebbe ridurre il consumo di energia e di carburante nel suo stato. Egli è anche interessato a eliminare le scorie nucleari presenti all'interno del suo Stato. E' il linea col pensiero tradizionale conservatore sulle questioni etiche, aborto, matrimonio gay, controllo sul possesso di armi. Egli inoltre definisce la sua politica fiscale come "business friendly".

http://www.utah.gov/governor/


VERMONT: JIM DOUGLAS



H. James "Jim" Douglas , è nato il 21 giugno 1951, è un repubblicano, e attualmente è governatore del Vermont. Douglas è nato a Springfield, Massachusetts. . Si è laureato al Middlebury College a Middlebury, Vermont, dove era stato attivo in seno al collegio repubblicani. Nel novembre 1972, Douglas è stato eletto alla Camera dei Rappresentanti nello stato del Vermont, divenne leader della maggioranza in Assemblea durante il suo terzo mandato. Ha lasciato l'Assemblea Generale del Vermont nel 1979, dopo che divenne consigliere del governatore Richard A. Snelling. Douglas è stato eletto segretario di Stato nel novembre 1980, una carica che ha ricoperto fino al 1992. In questi anni ha cercato di farsi eleggere al Senato degli Stati Uniti, ma è stato sconfitto da democratico storico Patrick Leahy. http://governor.vermont.gov/



Il partito Repubblicano ha 4 anni di tempo per riconquistare gli elettori e così ritornare vincitore alla casa bianca. Uno tra questi potrebbe essere un possibile candidato alle prossime presidenziali.

Sunday, October 26, 2008

ISRAELE: ELEZIONI ANTICIPATE




Tzipi Livni, incaricata di formare un nuovo governo, getta infine la spugna: di fronte ai ripetuti no del partito ortodosso Shas. Annunciando la decisione, la Livni ha parlato stamani di “estorsione costante” ad opera di Shas, nelle trattative convulse dei giorni scorsi.
Shas è il terzo partito di Israele: la sua partecipazione era indispensabile all’intesa, già messa in piedi, tra il Partito Laburista e Kadima (lo schieramento della Livni). Uno dei punti di maggior disaccordo con Shas riguarda lo status di Gerusalemme: che il partito religioso non vuole in nessun modo negoziare con i palestinesi.Adesso sarà il presidente Peres a dover decidere. Il capo dello Stato Peres ha ringraziato la Livni per i suoi sforzi, ha aggiunto che adesso avvierà consultazioni con le liste parlamentari per informarle di questo sviluppo. Entro tre giorni al massimo - ha detto ancora Peres - informerà il presidente della Knesset (parlamento) Dalia Yitzik , della necessità di indire elezioni anticipate.Il dimissionario Ehud Olmert in assenza di un sostituto, resterà al timone fino a nuove elezioni che non potranno avvenire prima di gennaio-febbraio.







Il Likud è ilpartito conservatore israeliano è stato fondato da Menachem Begin, primo ministro israeliano nel 1977, che ne fu il leader fino al 1982. Dal 1983 al 1992 leader del partito fu Yitzhak Shamir, seguito da Benjamin Netanyahu dal 1993 al 1999 e da Ariel Sharon dal 1999 al 2005.
Dopo la decisione di ritirarsi da Gaza, da parte di Sharon e il conseguente tramonto dell'ideale del "Grande Israele", nel Likud si è aperta una crisi, che ha portato ad una scissione: Sharon ha fondato il partito centrista Kadima, mentre Netanyahu è restato nel Likud, ridiventandone il leader, portandolo su posizioni più a destra. Alle elezioni legislative 2006 il Likud ha subito un crollo, perdendo l'egemonia sull'area della destra: è stato infatti sorpassato dal partito degli immigrati russi (su posizioni ancora più estremiste). Non è entrato nel governo.



Benjamin Netanyahu é l'attuale leader de Likud










ELEZIONI IN BRASILE


Oggi 26 ottobre circa 27 milioni di brasiliani votano per il ballottaggio nelle elezioni municipali, dopo il primo turno del 5 ottobre scorso. Il secondo turno riguarda San Paolo, Rio e altre 9 importanti citta' fra cui Belo Horizonte e Porto Alegre. La scelta del sindaco di San Paolo sembra decisa a favore del conservatore Gilberto Kassab, mentre a Rio sono in gioco l'ex guerrigliero Fernando Gabeira e Eduardo Paes (Pmdb). Il seggi si sono aperti alle 8 e si chiuderanno alle 17 (le 20 italiane). Il Partito dei Lavoratori, la formazione politica al governo in Brasile, sembra destinata a una netta sconfitta a San Paolo - la più grande città del Sudamerica - nel ballottaggio per l'elezione del sindaco. Il Pt del presidente Luiz Inacio Lula da Silva dovrebbe imporsi in molte città ma perdere proprio San Paolo, dove è in programma la consultazione più attesa e che è ritenuta un trampolino per le prossime elezioni presidenziali.
Gli ultimi sondaggi di Datafolha mostrano che il sindaco uscente Gilberto Kassab, del Partito democratico conservatore, è quasi venti punti davanti di Marta Suplicy nel Pt.


Il Partito democratico dei conservatori (DEM) è un partito di centro-destra, che coniuga posizioni liberalconservatrici e democristiane. È, infatti, membro dell' Organizzaione Democratico Cristiana d'America. Dem ha fatto propria una politica alquanto pragmatica, rendondosi disponibile ad alleanze anche con partiti politici di diversa ispirazione politica.Dem è stato fondato nel febbraio del 1985, anno della fine della dittatura militare, con la denominazione di Partito del Fronte Liberale Alle elezioni del 1986, il PFL con il 17,7% dei voti si posizionò al secondo posto dietro al Partito del Movimento Democratico Brasiliano, da sempre all'opposizione ai governi dell'ARENA, con il quale collabborò al governo. Alle politiche del 1990, il PFL rimase secondo partito, ma perse il 5% dei consensi, scendendo al 12,4% ed eleggendo 83 deputati.Dal 1994 al 2002 il PFL ha preso parte ai governi di Fernando Henrique Cardoso del PSDB, insieme a: Partito della Social Democrazia Brasiliana (centrosinistra), Partito del Movimento Democratico Brasiliano (centro), Partito Progressista (centrodestra), Partito Laburista Brasiliano (centrodestra), Partito Social Democratico (centro). L'alleanza moderata aiutò il PFL, che alle elezioni legislative del 1998 ottenne il 16% dei voti ed elesse 105 deputati su 513, divenendo il primo partito del paese, innanzi a PSDB e PMDB.
Alle politiche del 2002, il PFL raccolse il 13,4% dei voti, eleggendo 84 deputati e ricollocandosi come terza forza, in termini percentuali, dopo PT e PSDB. Il PFL nel 2002 sostenne la candidatura a presidente del sindacalista Luiz Inácio Lula da Silva del Partito dei Lavoratori (PT, sinistra socialista). Dopo poco il PFL è, però, uscito dal governo ed alle presidenziali del 2006 è tornato all'alleanza moderata, sostenendo Geraldo Alckmin del PSDB, che, con il 41% dei consensi, è riuscito a portare al ballottaggio il presidente Lula, 48,7%, penalizzato dagli scandali che hanno coninvolto il suo partito e che hanno dato vita alla scisione del Partito Socialismo e Libertà (PSOL).
Il PFL, alle elezioni del 2006, ha ottenuto il 10,9% dei voti e 65 deputati alla Camera (su 513), con un decremento di ben 19 seggi. Al Senato, invece, il PFL ha eletto ben 6 senatori sui 27 in palio, dando, così, vita al gruppo senatoriale più consistente: 20 senatori su 81. (wikipedia)

Thursday, October 23, 2008

JOHN SIDNEY MCCAIN III



John Sidney McCain III nasce il giorno 29 agosto 1936 a Coco Solo, nella zona del Canale di Panama controllata degli Stati Uniti. Sia il nonno che il padre, John S. McCain Jr., vantavano una brillante carriera di ammiragli della Marina statunitense. Il nonno, John S. McCain Sr., era comandante dell'aviazione navale durante la battaglia di Okinawa nel 1945, mentre il padre era al comando delle forze armate durante la guerra del Vietnam. John frequenta la scuola episcopale fino al 1954, poi entra all'Accademia navale di Annapolis. Consegue la laurea nel 1958; curioso come la sua bassa classificazione (895° su un totale di 900 allievi) seguisse le orme del padre del, anche loro non proprio eccellenti nei rispettivi corsi di studio. Terminata l'accademia navale viene trasferito alla base aerea di Pensacola (Florida), dove inizia il proprio addestramento di pilota navale. Nonostante un incidente che vede il suo aereo cadere nella baia Corpus Christi, ottiene il brevetto per entrare nell'aviazione. Nel 1965 John McCain sposa Carol Shepp, modella di Philadelphia, dalla quale adotta due figli (avuti dal precedente matrimonio), ha una figlia (nel 1966) e da cui si separerà nel 1980. Durante la guerra in Vietnam il suo aereo viene abbattuto.
E' il 26 ottobre 1967. McCain viene fatto prigioniero: detenuto per oltre cinque anni, torna in patria divenendo famoso a livello nazionale. Nel 1980 sposa Cindy Hensley (dalla quale avrà quattro figli) e con lei si trasferisce a Phoenix, nello stato dell'Arizona. Dopo ventidue anni di carriera militare si dedica alla politica, ai cui meccanismi viene introdotto nel 1977, come rappresentante della Marina militare al senato. Nel 1982 viene eletto al Congresso dove sostiene l'amministrazione Reagan. Si candida poi per il senato per lo stato dell'Arizona e viene eletto nel 1986. Nel 1999 pubblica il libro "Faith of My Fathers" che racconta la storia militare della sua famiglia e che include le proprie tragiche esperienze. Repubblicano, forte conservatore, nel 2000 decide di mettersi in corsa per la presidenza. Viene però sconfitto da George W. Bush. Torna in corsa per le elezioni del 2008; sebbene sia conservatore, agli occhi dell'opinione pubblica mostra una considerevole indipendenza: non è raro che i suoi voti si discostino dalle linee di partito.(biografieonline)




il programmo di McCain é chiaro:

IRAQ: Le truppe statunitensi dovrebbero garantire la sicurezza nel paese fino al raggiungimento di standard operativi minimi da parte delle forze di polizia irachene. Secondo McCain infatti un affrettato ritiro dell’esercito statunitense di stanza nel paese porterebbe l’Iraq alla guerra civile e rinforzerebbe le posizioni dei terroristi di Al-Qaeda nella regione. Dovrebbe poi accompagnarsi un aumento della pressione politico-diplomatica su Siria ed Iran, in modo da indurre i due paesi a ritirare il proprio sostegno alle formazioni terroristiche che operano in Iraq. SICUREZZA: McCain ha sempre dichiarato che il solo modo di proteggere gli Stati Uniti e garantire la sicurezza nazionale è dotare il paese di un solido apparato militare. Per questo propone l’ampliamento e l’ammodernamento delle Forze Armate con i più avanzati sistemi tecnologici così da garantire la diversificazione delle armi in dotazione e la capacità di rispondere alle differenti sfide in materia di sicurezza nazionale. Sviluppo e diffusione di sistemi missilistici in grado di proteggere gli Stati Uniti da eventuali attacchi da parte degli Stati Canaglia. IMMIGRAZIONE: Per la sicurezza della frontiera che divide gli Stati Uniti ed il Messico è uno degli elementi essenziali per garantire la sicurezza nazionale statunitense. Gli immigrati dovrebbero studiare l’inglese, la storia americana e l’educazione civica così da potersi integrare nel migliore dei modi nel tessuto sociale del paese. Il Senatore dell’Arizona è stato uno dei promotori di un progetto di legge volto a favorire la creazione di un database elettronico per la verifica dell’occupazione degli immigrati, così da poter garantire ad eventuali datori di lavoro la possibilità di conoscere lo status legale dei lavoratori che intendono assumere. AMBIENTE: Autore principale di una proposta di legge al Senato per ridurre le emissioni di biossido di carbonio del 65% entro il 2050 John McCain ha più volte dichiarato che la garanzia di aria pulita, acqua sana ed uso sostenibile del territorio statunitense fanno parte della responsabilità patriottica di ogni cittadino. Per raggiungere questi obiettivi McCain limiterebbe le emissioni di biossido di carbonio, sfruttando lo sviluppo di energie alternative come quella nucleare in modo da ridurre al contempo la dipendenza dalle forniture energetiche estere. RELAZIONI INTERNAZIONALI: McCain è sempre stato un sostenitore della promozione della democrazia in Africa e in Medio Oriente. Si sono registrate sue dichiarazioni contro le posizioni del regime di Mosca in campo internazionale e a favore delle recenti dimissioni del leader cubano Fidel Castro, prove incontrovertibili del suo scetticismo nei confronti degli avversari storici degli Stati Uniti. EDUCAZIONE: sostiene che le scuole possano e debbano competere affinchè vengano riconosciute ricompense ai migliori insegnanti e studenti. Il Senatore dell’Arizona ritiene inoltre che gli studenti dovrebbero avere la possibilità di ricevere la migliore formazione frequentando le scuole pubbliche e che il sostegno federale dovrebbe poter fornire ai genitori la possibilità di spostare i propri figli in modo da poter superare la mancanza di scuole. ECONOMIA: Il programma economico presentato da McCain prevede un abbassamento delle tasse per le famiglie più laboriose e l' impegno affinchè le famiglie della classe media statunitense possano risparmiare almeno 2700 dollari all’anno. Punti fondamentali del programma di riduzione della spesa sono l'eliminazione degli sprechi nelle spese del Governo Federale e la chiusura dei programmi governativi che non danno risultati soddisfacenti. McCain vorrebbe inoltre favorire i crediti d'imposta per la ricerca e lo sviluppo in modo da incoraggiare le imprese all’innovazione. SANITA': Il programma di McCain per la Sanità prevede 2500 dollari di aiuto in crediti d’imposta per le persone fisiche e 5000 dollari in crediti d’imposta per le famiglie i cui componenti non ricevono l’assicurazione contro la malattia attraverso il contratto firmato con il proprio datore di lavoro, in modo da rendere l’assicurazione sanitaria più accessibile. Il Senatore dell’Arizona ha inoltre dichiarato che proporrà una legge per consentire ai lavoratori di mantenere la propria assicurazione per la malattia anche durante il passaggio o lo spostamento della sede lavorativa in altro Stati. I costi dell’assistenza sanitaria dovrebbero essere abbassati in modo da incoraggiare una maggiore concorrenza tra i fornitori. COMMERCIO: è un sostenitore del North American Free Trade Agreement (NAFTA) e ha sostenuto inoltre l’accordo di libero scambio tra gli Stati Uniti, la Repubblica Dominicana e l’ America Centrale (DR-CAFTA). Favorevole agli accordi di libero scambio con l'Oman, Singapore, Cile e le Nazioni Andine MCCain ha votato a favore della normalizzazione del commercio con il Vietnam e la Cina ed è un sostenitore dell’ espansione del commercio con i paesi in via di sviluppo. Il miglioramento della formazione e dei programmi di istruzione sui posti di lavoro potrebbero essere una delle soluzioni alla crisi occupazionale dovuta al decentramento di unità produttive al di fuori del territorio statunitense. Una migliore preparazione dei lavoratori potrebbe inoltre favorire le compagnie, portandole a trarre vantaggio degli scambi commerciali e dall’innovazione dovuta allo sviluppo e alla ricerca. http://www.johnmccain.com/ http://www.rnc.org/

Sunday, October 19, 2008

ELEZIONI IN REPUBBLICA CECA


Sonora bocciatura alle urne per il premier liberale ceco Topolanek. Il suo partito Democratico Civico ha perso in tutte e 13 le regioni in cui si è votato questo sabato per le amministrative.Doppio bottino pieno invece per il partito socialdemocratico all’opposione che si aggiudica cosi’ 26 dei 27 collegi in lizza nelle elezioni per il rinnovo di un terzo del Senato, il cui secondo turno sarà il 24 e 25 ottobre.

IL Partito Democratico Civico (ODS) è stato fondato nel 1991 da Václav Klaus ed è guidato, attualmente, da Mirek Topolánek. L'ODS nasce da una scissione all'interno del Forum Civico (FC). FC era nato nel 1989 per partecipare alle prime elezioni democratiche dopo la dittatura comunista, nel 1990. FC fu guidato da Václav Havel fino a quando questi, nello stesso anno, fu eletto Presidente della Repubblica. Klaus fu eletto portavoce del Forum nel 1990 dopo che il partito aveva vinto le elezioni politiche (49,5%).
Volendo, però, perseguire una politica più liberista di quella sostenuta dal Forum, Klaus, nello stesso anno, abbandonò il proprio partito e fondò l'ODS, che svolse il suo primo congresso nel 1991. L'ala moderata, non liberista, del Forum, diede, invece, vita al Movimento Civico, che, però, alle elezioni del 1992, ottenne il 4,6%, senza eleggere deputati, non avendo superato lo sbarramento del 5%. L'ODS ottenne il 29,7% dei voti e guidò il governo dal 1992 al 1997. Le elezioni del 1996, infatti, videro l'ODS confermare i propri consensi (29,6%), anche se perse 8 seggi.
Alle elezioni del 1998, l'ODS perse ulteriormente consensi, scendendo al 27,7%, e seggi, conquistandone 63, 5 in meno. L'ODS fu superato dal Partito Social Democratico Ceco, che ottenne il 32,3% dei voti. Il calo del partito fu dovuto anche alla nascita, nello stesso anno, dell'Unione Liberale - Unione Democratica, che alle elezioni ottenne l'8% dei voti. L'ODS sostenne il nuovo governo a guida socialdemocratica. Le elezioni del 2002 segnarono un ulteriore calo dell'ODS, che scese al 24,5% dei voti ed ottenne 58 seggi. Per la prima volta dalla sua fondazione l'ODS passò all'opposizione di un governo composto da Socialdemocratici, democristiani e liberali.
Alle elezioni europee del 2004, l'ODS ottenne il 30% dei voti, tornando ad essere il primo partito. Alle politiche del 2006, il partito ha conseguito il 35,4% dei voti, eleggendo 81 deputati, tornando al governo con Mirek Topolánek.
L'ODS è membro dell'Unione Democratica Internazionale, l'internazionale dei conservatori ed afferma di essere vicino alla Piattaforma Civica polacca, al Partito Conservatore inglese. http://ods.cz/