Wednesday, January 21, 2009
LA STORIA AMERICANA ATTRAVERSO I SUOI PROTAGONISTI
Intervista a G.W.Bush
Il più grande di tutti: RONALD REAGAN (tributo)
Wathergate: dimissioni Richard Nixon(lingua originale)
Kennedy a Berlino (scorcio): ich bin ein berliner
Attacco a Pearl Harbor: discorso di Franklin Dealano Roosevelt (lingua originale)
Wednesday, November 5, 2008
I REPUBBLICANI CHE HANNO VINTO
INDIANA: MITCH DANIELS
Il repubblicano Mitch Daniels è stato rieletto governatore dell'Indiana. Daniels, che quattro anni fa è stato il primo repubblicano ad essere eletto al governo dell'Indiana dopo 16 anni, era dato ampiamente favorito nei sondaggi prima del voto. A sfidare Daniels era la democratica Jill Long Thompson, ex sottosegretaria all'agricoltura sotto la presidenza di Bill Clinton. Elias Mitchell Daniels Jr è nato il 7 aprile 1949 a Monongahela, Pennsylvania, nella sua infanzia vive tra la Pennsylvania e la Georgia. Si trasferisce in Indiana dalla Pennsylvania nel 1959, mentre va ancora a scuola. Daniels si laurea in scienze politiche e affari internazionali presso l'Università di Princeton nel 1971 e in dottore in legge Georgetown University Law Center nel 1979. E' americano siriano di prima generazione ed è un membro dell' arabo-American Institute, dal quale ha ricevuto un onorificenza per il suo lavoro nella comunità. Nel gennaio 2001, Daniels ha accettato dal presidente George W. Bush l'invito a prestare servizio come direttore dell' Ufficio di gestione e bilancio (OMB), che ha servito a partire dal gennaio 2001fino al giugno 2003. In questo ruolo è stato anche un membro del Consiglio di sicurezza nazionale. Il 2 novembre 2004, Daniels è stato eletto governatore dello stato dell' Indiana raccogliendo circa il 53% dei voti rispetto al 46% del democratico storico governatore Joe Kernan, che aveva assunto il potere dopo la morte di Frank O'Bannon .Nel suo primo mandato da governatore, Daniels ha cercato di migliorare lo stato della situazione fiscale con severi controlli su tutte le spese statali e per un anno ha aumentato dell'1%l'imposta sulla persona fisica e giuridica in modo da guadagnare più di $ 100.000. Nel 2005, il Governatore Daniels è riuscito a portare lo stato al suo primo bilancio in pareggio dopo otto anni e, senza un aumento fiscale, ha trasformato i 600 milioni di dollari di disavanzo che ha ereditato in 300 milioni di dollari di avanzo in un solo anno.Il governatore Daniels ha utilizzato questo avanzo per restituire centinaia di milioni di dollari che lo Stato, nelle amministrazioni precedenti, aveva preso in prestito dalle scuole pubbliche dell' Indiana.
http://www.in.gov/gov
NORTH DAKOTA: JOHN HOEVEN
John Henry Hoeven III , è nato il 13 marzo 1957, già governatore della North Dakota per il Partito Repubblicano. E' in carica come governatore dal 15 dicembre del 2000, così da renderlo il governatore in carica da più lungo tempo negli Stai Uniti. Prima della sua elezione alla carica di Governatore, Hoeven ha servito lo stato come Presidente della Banca del Nord Dakota,di proprietà pubblica, dal 1993 al 2000. Hoeven è un conservatore, ma su alcune questioni è più moderato rispetto alle linee tradizionali del partito,infatti è per la destinazione di maggiori fondi all'istruzione e per un aumento degli stipendi dei professori nonché un aumento dei fondi per le infrastrutture. E molto conservatore sulle questioni etiche: è contro l'aborto, tranne per i casi di stupro o incesto ed è contro il matrimonio gay e unioni civili. Si oppone alle restrizioni sul possesso di armi da fuoco. Egli ritiene che la sanità pubblica dovrebbe essere fornita solo per gli anziani, che le politiche di lotta al consumo e spaccio di stupefacenti dovrebbe essere materia di legislazione statale e non una questione federale, che i carburanti alternativi sono una soluzione a lungo termine, ma che il petrolio è più necessario adesso.
http://www.governor.state.nd.us/
UTAH: JON HUNTSMAN
Meade Jon Huntsman Jr, è nato il 26 marzo 1960 a Palo Alto, California, USA, è il governatore dello stato di Utah, dopo aver vinto l'ufficio elettorale del 2004.
Huntsman è il figlio di uomo d'affari miliardario e filantropo Jon Huntsman, fondatore dell' Huntsman Corporation. Dopo il college, Huntsman ha lavorato ,alla Casa Bianca, come assistente per aministrazione Reagan. ambasciatore a Singapore per GWBush. Huntsman elenca tra le sue priorità da governatore: lo sviluppo economico, la riforma sanitaria, l'istruzione, l'energia e la sicurezza. Egli ha supervisionato grandi tagli fiscali e ha sostenuto la riorganizzazione dei servizi in modo che il governo potesse distribuirli in maniera efficace in uno stato come lo Utah con una popolazione in rapida crescita. Huntsman vorrebbe espandere l'assistenza sanitaria, soprattutto attraverso il settore privato, mediante agevolazioni fiscali e con la negoziazione dello stato vorrebbe mantenere bassi i prezzi. Egli inoltre è fautore di una proposta per poter utilizzare le assicurazione anche per le cure preventive. Huntsman è sensibile alle questioni ambientali e vorrebbe ridurre il consumo di energia e di carburante nel suo stato. Egli è anche interessato a eliminare le scorie nucleari presenti all'interno del suo Stato. E' il linea col pensiero tradizionale conservatore sulle questioni etiche, aborto, matrimonio gay, controllo sul possesso di armi. Egli inoltre definisce la sua politica fiscale come "business friendly".
H. James "Jim" Douglas , è nato il 21 giugno 1951, è un repubblicano, e attualmente è governatore del Vermont. Douglas è nato a Springfield, Massachusetts. . Si è laureato al Middlebury College a Middlebury, Vermont, dove era stato attivo in seno al collegio repubblicani. Nel novembre 1972, Douglas è stato eletto alla Camera dei Rappresentanti nello stato del Vermont, divenne leader della maggioranza in Assemblea durante il suo terzo mandato. Ha lasciato l'Assemblea Generale del Vermont nel 1979, dopo che divenne consigliere del governatore Richard A. Snelling. Douglas è stato eletto segretario di Stato nel novembre 1980, una carica che ha ricoperto fino al 1992. In questi anni ha cercato di farsi eleggere al Senato degli Stati Uniti, ma è stato sconfitto da democratico storico Patrick Leahy. http://governor.vermont.gov/
Il partito Repubblicano ha 4 anni di tempo per riconquistare gli elettori e così ritornare vincitore alla casa bianca. Uno tra questi potrebbe essere un possibile candidato alle prossime presidenziali.
OBAMA: PRESIDENTE

Thursday, October 30, 2008
ELEZIONI USA: "EFFETTO BRADLEY"

Bradley ha invano tentato di farsi eleggere alla carica di governatore della California nel 1982 e nel 1986 ed è stato sconfitto ogni volta dal repubblicano George Deukmejian.
Friday, October 24, 2008
ELEZIONI USA: oltre i repubblicani e i democratici
Non ci sono solo Barack Obama e John McCain tra i candidati alle presidenziali del 4 novembre. Gli elettori potranno scegliere tra un gran numero di altri pretendenti alla Casa Bianca, ma è difficile che qualcuno di loro possa arrivare all'uno per cento dei consensi. Da notare che i Verdi hanno un ticket interamente femminile. Questi i principali partiti in lizza:
PARTITO LIBERTARIO, candidato presidente: Robert «Bob» Barr candidato vice presidente: Wayne Allyn Rooth http://www.lp.org/
PARTITO DELLA COSTITUZIONE, candidato presidente: Charles «Chuck» Baldwin candidato vice presidente: Darrell Castle http://www.constitutionparty.com/
VERDI, candidata presidente: Cynthia McKinney candidata vice presidente: Rosa Clemente http://www.gp.org/index.php
PARTITO DELLA LEGGE NATURALE, PARTITO PACE E LIBERTA', PARTITO INDIPENDENTE ECOLOGISTA candidato presidente: Ralph Nader candidato vice presidente: Matt Gonzalez http://www.votenader.org/
PARTITO DELLA RIFORMA candidato presidente: Ted Weillcandidato vice presidente: Franck McEnulty http://reformpa.web.aplus.net/
PARTITO SOCIALISTA USA candidato presidente: Brian Moorecandidato vice presidente: Stewart Alexander http://www.votesocialist2008.org/
PARTITO SOCIALISTA DEI LAVORATORI candidato presidente: Roger Calerocandidata vice presidente: Alyson Kennedy http://www.themilitant.com/index.shtml
PARTITO SOCIALISMO E LIBERAZIONE candidata presidente: Gloria LaRiva candidato vice presidente:Eugene Puryear http://www.pslweb.org/site/PageServer?pagename=votepsl_home
Oltre a questi partiti che si presentano in un buon numero di Stati, ce ne sono altri presenti in pochi Stati o anche solo in uno. Inoltre alcuni Stati ammettono i cosiddetti «write-in», cioè candidati che non compaiono sulle schede, ma che possono essere aggiunti scrivendo direttamente il loro nome. (corriere della sera)
E' curioso notare la presenza di tre partiti socialisti....
Thursday, October 23, 2008
JOHN SIDNEY MCCAIN III


E' il 26 ottobre 1967. McCain viene fatto prigioniero: detenuto per oltre cinque anni, torna in patria divenendo famoso a livello nazionale. Nel 1980 sposa Cindy Hensley (dalla quale avrà quattro figli) e con lei si trasferisce a Phoenix, nello stato dell'Arizona. Dopo ventidue anni di carriera militare si dedica alla politica, ai cui meccanismi viene introdotto nel 1977, come rappresentante della Marina militare al senato. Nel 1982 viene eletto al Congresso dove sostiene l'amministrazione Reagan. Si candida poi per il senato per lo stato dell'Arizona e viene eletto nel 1986. Nel 1999 pubblica il libro "Faith of My Fathers" che racconta la storia militare della sua famiglia e che include le proprie tragiche esperienze. Repubblicano, forte conservatore, nel 2000 decide di mettersi in corsa per la presidenza. Viene però sconfitto da George W. Bush. Torna in corsa per le elezioni del 2008; sebbene sia conservatore, agli occhi dell'opinione pubblica mostra una considerevole indipendenza: non è raro che i suoi voti si discostino dalle linee di partito.(biografieonline)
Wednesday, October 22, 2008
U.S.A. : election day sempre più vicino. Perchè tra McCain e Obama non c'è granchè di differenza, anzi ...
Obama è uno dei più chiacchierati candidati a presidente degli Stati Uniti d'America da sempre: il suo appeal è cresciuto tremendamente nel corso degli ultimi anni per una serie di logiche interne al sistema politico e mediatico statunitense e mondiale che dà merito a chi riesce a ritagliarsi uno spazio con autorevolezza e simpatia.Oggi, però, Barack Obama (http://www.barackobama.com ) non è solo quel "fenomeno da baraccone" stile Grillo, Travaglio o Di Pietro, che inferocisce le piazze in modo populista e qualunquista, come potrebbe benissimo fare un "Ronaldinho" qualsiasi. Obama è cosa seria: lanciatissimo per la conquista della casa bianca, è dato in netto vantaggio sul rivale repubblicano McCain da tutti i sondaggi, ed ha ottenuto l'appoggio di alcuni elementi politici di spicco dell'ala repubblicana, come Colin Powell, Chuck Hagel, Robert Gates, Tom Daschle, Lawrence Summers.
Obama sta conducendo una campagna elettorale seria, dignitosa, distinta e abbastanza moderata per quelli che sono gli stili e i toni prelettorali d'oltreoceano.
Ispirato da un modello simile a quello di Abraham Lincoln, sta portando avanti idee e scelte bipartisan tanto che nell'eventuale toto-ministri si inseriscono numerosi repubblicani.
La gravità della crisi economica che colpisce gli Stati Uniti e soprattutto le difficoltà politiche sugli esteri e il calo della considerazione dell'immagine "stelle e striscie" dopo l'attentato devastante dell'11 settembre 2001, impongono un serrato confronto e degli accordi precisi per gli interessi del Paese che è e rimane la più grande superpotenza mondiale.

E sul fronte repubblicano, che dire di John McCain? 72enne come il "nostro" Berlusconi, senatore dell'Arizona in carica, di religione battista, sposato divorziato e poi risposato, con un'importante carriera militare alle spalle, McCain ha ricoperto quel vuoto che all'interno del partito Repubblicano ha seguito la figura di spicco di George Walker Bush, il presidente che insieme a Franklin Delano Roosevelt passerà alla storia come quello che ha dovuto amministrare gli Stati Uniti nei periodi più difficili della storia, a causa dell'attacco alle twin towers e della crisi economica degli ultimi anni.
McCain non dice niente di nuovo: non trasmette la forza, l'entusiasmo, la convinzione di sè proprie di G.W. Bush, non esprime nei propri discorsi altro se non una tremenda paura di perdere.
E qualora arrivasse una sconfitta, è una sconfitta del partito Repubblicano statunitense ma non certo della destra, o almeno della destra per come la intendiamo noi Europei.
Le elezioni Americane viste dall'Europa sono da leggere tra le righe: a partire dal sistema partitico, politico ed elettorale, fino a finire con i meccanismi delle primarie e le candidature per la presidenza.
Le elezioni negli State's sono una festa della democrazia, e sono il confronto tra due soli partiti-contenitori di idee e rappresentanze come il partito repubblicano e il partito democratico che non hanno mai avuto a che fare quelle ideologie derivanti dal marxismo (socialismo e comunismo) di cui l'Europa è intrisa fino all'osso.
Repubblicani e democratici sono entrambi schieramenti ben più a destra di gran parte della destra Europea come principi, valori, riferimenti etici e morali, ideologie.Gli Stati Uniti d'America sono il Paese multiculturale in cui l'integrazione è una realtà e la "tolleranza" cui spesso facciamo riferimento in Europa come fosse l'eldorado, non è mai stata presa in considerazione per il principio stesso che uno non deve "tollerare" l'altro perchè diverso, ma rispettarlo in quanto tale.
Statunitensi non si nasce, si diventa. Un newyorkese che non sente nel cuore la democrazia e la libertà, gli ideali che compongono l'animo degli U.S.A., non sarà mai un vero statunitense. Così come qualsiasi persona del mondo, nata in qualsiasi Paese, se si rifà a quel tipo di ideali può sentirsi (e diventare) statunitense.
Obama non ha nulla a che vedere con sinistra europea e Italiana: è simbolo dell'integrazione razziale che negli U.S.A. è realtà, e una sua eventuale elezione a presidente confermerebbe quanto in America sono progrediti dal punto di vista civile e sociale rispetto a quello che è, in tutti i sensi, il "vecchio continente".
E che nessuno ci venga a dire, cari comunisti, socialisti o antiamericani, se vincerà Obama che avete trionfato e che noi abbiamo perso.
Noi tifiamo per lui. Perchè un suo trionfo sarebbe uno schiaffo in faccia a chi continua a dire che negli U.S.A. non esiste libertà ma solo razzismo. Sarebbe una batosta pesante per chi continua a pensare che in america nulla funziona.

Tifiamo per lui perchè è un americano anche lui. Simbolo del "melting-pot" che ha fatto e fa ancora oggi degli U.S.A. la più grande democrazia della storia del pianeta.
Poi magari non sarà un grandissimo presidente, non sarà Thomas Woodrow Wilson o Ronald Wilson Reagan (i più apprezzati presidenti degli U.S.A., che però vissero fasi storiche ben differenti rispetto a quella attuale): ma già il fatto di diventarlo non potrà che essere un ulteriore successo per la democrazia e la libertà made in U.S.A.
Peppe Caridi - http://peppecaridi2.wordpress.com/